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Mastichiamo insieme un po’ di lingua

Vi siete mai chiesti quante modifiche può subire qualcosa a cui tenete a cuore andando di paese in paese, come il Quidditch? Come venga chiamata la Pluffa in altre parti del mondo o semplicemente come si monta la scopa? Sia la Voce che l’Eco portano la loro attenzione ai campionati scolastici esteri, tra i quali quello francese e tedesco, con approfondimenti sulle squadre e su tutto quello che riguarda il Quidditch giocato. E lo fanno veramente bene! Non so se è già stato scritto un articolo simile a quello che sto per presentarvi, ma alla fine non fa male portare alla memoria qualcosa di interessante, no?

Molti sostengono che di paese in paese il Quidditch abbia sviluppato diverse convinzioni sia sul folklore che sulla storia che riguarda questo sport prettamente magico. Oddio, sarebbe fantastico vedere un Babbano su una scopa a rincorrere il boccino! Gli appassionati di questo sport naturalmente conosceranno anche altre squadre oltre a quelle che sono presenti nel campionato anglosassone.
Nella storia, delle molte eccellenti squadre europee extra-anglosassoni, forse la più famosa è quella bulgara dei Vrasta Vultures. Molti la ricordano per aver vinto sette volte la Coppa Europea e perché hanno introdotto per primi il punto lungo (ossia del lancio dall’esterno dell’area di punteggio) spinti dalla voglia di dare ai nuovi giocatori la possibilità di farsi un nome. In Francia vengono ricordati molto i Quiberon Quafflepunchers, celebri per il loro gioco ad effetto tanto quanto per la veste rosa shocking da fare invidia alla Russel, a differenza dei tedeschi che ricordano molto gli Heidelberg Harries, la squadra che il capitano dell’Irlanda Darren O’Hare una celebre volta definì «più feroce di un drago e astuta il doppio». Come non citare poi il Lussembrurgo, nazione che da sempre sforna ottimi campioni, come la squadra dei Bigonville Bombers, osannati per le loro strategie d’attacco e sempre stati tra i primi nella classifica totale dei gol. Non ultimi, da ricordare, sono i polacchi dei Grodzisk Goblins che probabilmente ci hanno regalato il Cercatore più innovativo di sempre, Josef Wronski, creatore della famosa mossa. Ciò che mi porta a scrivere questo articolo è la presenza dello sport del Quidditch anche in altri continenti dove esiste almeno un po’ di magia. Sicuramente i genitori del gioco magico sono gli Europei che successivamente, colonizzando tutti i continenti, hanno introdotto anche il Quidditch, come per esempio in Nuova Zelanda dove, intorno al XVII secolo, inizia a fare la sua apparizione, probabilmente introdotto da una squadra di erbologi europei che era andata laggiù in spedizione alla ricerca di piante e funghi magici. Si dice che dopo una lunga, faticosa giornata a raccogliere campioni, i maghi e le streghe della spedizione si sfogassero giocando a Quidditch sotto lo sguardo attonito della comunità magica locale. Il Ministero della Magia della Nuova Zelanda ha certo speso molto tempo e denaro per evitare che i Babbani s’impadronissero dell’arte di quel periodo, che chiaramente ritrae maghi bianchi intenti a giocare a Quidditch (questi graffiti e dipinti ora sono in mostra al Ministero della Magia di Wellington). La diffusione del Quidditch in Australia si crede abbia avuto luogo attorno al XVIII secolo. Si può dire che l’Australia sia un’area di gioco ideale, viste le enormi distese di entroterra disabitato dove possono essere allestiti campi da Quidditch.
Le squadre degli antipodi hanno sempre emozionato le platee europee con la loro rapidità e capacità d’intrattenimento. Tra le migliori troviamo le Moutohora Macaws (Nuova Zelanda) con la loro celebre divisa rossa, gialla e blu, e Sparky, la Fenice mascotte. I Thundelarra Thunderers e i Woollongong Warriors hanno dominato il campionato australiano per più di un secolo. La loro rivalità è leggendaria nella comunità magica australiana, tanto che una replica diffusa a una richiesta o a una vanteria improbabile è: «Sicuro, e io farò l’arbitro nella prossima partita Thunderers-Warrios». Secondo me, meglio darsi malati!

scatola In Africa il manico di scopa probabilmente venne introdotto da maghi e streghe europei in viaggio laggiù per raccogliere informazioni su alchimia e astronomia, materie nelle quali i maghi africani sono sempre stati particolarmente capaci, come il nostro insegnante Warren, a meno che quel colorito della pelle è sinonimo di troppa cioccolata che assume. Se è così, lo voglio anch’io!  Benché non praticato diffusamente quanto in Europa, il Quidditch è diventato pian piano sempre più popolare in tutto il continente africano.
In particolare l’Uganda sta emergendo come una nazione dedita al Quidditch. La squadra più rilevante, i Patonga Proudsticks, pareggiarono contro le Montrose Magpies nel 1986 con meraviglia di gran parte del mondo dedito al Quidditch. Sei giocatori dei Proudsticks hanno anche rappresentato l’Uganda alla Coppa del Mondo di Quidditch, il più alto numero di giocatori di una stessa squadra mai ammesso in una nazionale. Altre squadre africane degne di nota sono i Tchamba Charmers (Togo), maestri del Reverse Pass; i Gimbi Giant-Slayers (Etiopia), due volte vincitori della Coppa Panafricana; e i Sumbawanga Sunrays (Tanzania), una squadra molto popolare il cui cerchio della morte in formazione ha incantato le platee di tutto il mondo.

Il Quidditch ha raggiunto il continente nordamericano all’inizio del XVII secolo, anche se ha preso piede lentamente a causa dell’intensità dei sentimenti antimaghi sventuratamente importati dall’Europa all’epoca. L’enorme cautela dei maghi coloni, molti dei quali avevano sperato di trovare meno pregiudizi nel Nuovo Mondo, portò a limitare la diffusione del gioco, almeno all’inizio. Più di recente, tuttavia, il Canada ci ha dato tre delle squadre di Quidditch più abili dell’epoca: i Moose Jaw Meteorites, gli Hayleybury Hammers e gli Stonewall Stormers.
I Meteorites furono minacciati di scioglimento nel 1970 a causa della loro costante abitudine di librarsi in voli celebrativi delle loro vittorie sulle città e i villaggi vicini, seminando dalle code delle scope scintille fiammeggianti. La squadra ha limitato successivamente questa consuetudine entro i confini del campo alla fine di ogni incontro e di conseguenza le partite dei Meteorites restano una grande attrazione turistica magica.
Gli Stati Uniti non hanno prodotto molte squadre di Quidditch a livello mondiale come altre nazioni perché il gioco ha dovuto competere con il gioco americano chiamato Quodpot. Nonostante le attrattive concorrenti del Quodpot, il Quidditch sta guadagnando popolarità negli Stati Uniti. Di recente due squadre si sono imposte a livello internazionale: le texane Sweetwater All-Stars, che hanno ottenuto una meritata vittoria sui Quiberon Quafflepunchers nel 1993 dopo un’avvincente partita di cinque giorni; e i Fitchburg Finches, in Massachusetts, che ad oggi hanno vinto il campionato americano sette volte e il cui Cercatore, Maximus Brankovitch III, ha capitanato l’America in due Coppe del Mondo. Il Quidditch, a differenza del Nord America, si gioca in tutta l’America del Sud, anche se deve competere con il popolare Quodpot come nel Nord. Sia Argentina che Brasile hanno raggiunto i quarti di finale alla Coppa del Mondo nell’ultimo secolo. Senza dubbio la nazione più portata per il Quidditch nell’America del Sud è il Perù. Mio padre mi ha raccontato che gli stregoni peruviani hanno avuto il loro primo contatto col Quidditch grazie a maghi europei inviati dalla Confederazione per la Cooperazione Internazionale per censire il numero di Vipertooth (si tratta del drago nativo del Perù). Il Quidditch da allora è diventato un’autentica ossessione per la comunità magica, e la squadra più celebre, i Tarapoto Tree-Skimmers, di recente ha giocato in tutta Europa con enorme successo.
Il Quidditch non ha mai raggiunto grande popolarità in Asia, dal momento che la scopa volante è una rarità in paesi in cui il tappeto è ancora il mezzo di trasporto preferito come per esempio in Arabia. I Ministeri della Magia di Paesi come l’India, il Pakistan, il Bangladesh, l’Iran e la Mongolia, che promuovono tutti un fiorente commercio di tappeti volanti, considerano il Quidditch con un certo sospetto oltre a considerarlo uno strumento da parte degli Europei ed Americani per allontanare la popolazione locale dalle loro tradizioni, anche se lo sport ha i suoi fan tra i maghi e le streghe della strada. L’eccezione a questa regola generale è il Giappone, dove il Quidditch ha visto una crescita regolare di popolarità nel corso degli ultimi secoli. La squadra più brillante del Giappone, i Toyohashi Tengu, è stata sconfitta per un soffio dai lituani Gorodok Gargoyles nel 1994. La consuetudine giapponese di dare fuoco alle scope con molte cerimonie in caso di sconfitta è tuttavia disapprovata dalla Confederazione per la Cooperazione Internazionale e dal Comitato Magico del Quidditch in quanto è un gran spreco di legno buono.
Sperando di non avervi annoiato, volevo affrontare un ultimo punto con voi, riportandovi i nomi delle palle che usiamo normalmente nel nostro campionato scolastico, secondo la lingua degli altri paesi.
La Pluffa per esempio viene chiamata Souafle in Francia. In Germania prende il nome di Quafferl mentre in Polonia ed Olanda, rispettivamente, Kafel e Slurk.
Anche il Bolide è chiamato diversamente in molte nazioni. Cognard in Francia, Zwei Klatsher in Germania, Tluczek in Polonia e Beukers in Olanda.
Credo che il poliglotta per eccellenza sia il Boccino! Oltre al Vif d’or francese, troviamo anche il Goldene Schantz tedesco, lo Zloty Znic polacco, il Gouden Snaai olandese (che mi ricorda molto gli Snasi tanto cari a Parker) e lo Snitch de ouro spagnolo e portoghese.
Sperando che molti di voi abbiano letto l’articolo, soprattutto Krystal, passo e chiudo!

Vincent Stars